Cristina di Lorena indietro stampa ricerca

Figlia di Carlo III, duca di Lorena, nacque a Bar-le-Duc nel 1565 e venne battezzata alla presenza della nonna Caterina de' Medici, regina di Francia. Alla morte della madre passò alla Corte, dove venne allevata sotto la direzione della nonna, che si preoccupò di prepararle un matrimonio prestigioso. Dopo numerose trattative, fu scelto per lei il nuovo Granduca di Toscana, Ferdinando I.
Cristina arrivò a Firenze il 30 aprile 1589. Collaborò attivamente col marito nell'avviare una politica di rigore morale, cercando di favorire il più possibile i rapporti fra Firenze e la Santa Sede. Spirito controriformistico, segnato dall'esperienza delle guerre di religione in Francia, Cristina dedicò gran parte del proprio tempo alla fondazione di monasteri e conventi.
Nel 1609, rimasta vedova, Cristina assunse un ruolo importante nella politica toscana, influenzandola in modo decisivo. Nel 1620, alla morte del figlio Cosimo II, assunse insieme alla nuora, Maria Maddalena d'Austria, la Reggenza per il nipote Ferdinando II, che aveva appena nove anni.
Cristina ebbe anche significativi rapporti con il mondo scientifico toscano. Antonio Santucci le dedicò una ruota perpetua realizzata dopo il 1582, mentre nel 1615 Galileo le indirizzò una delle sue quattro lettere sul sistema del mondo di Copernico. La Granduchessa aveva chiesto a Benedetto Castelli com'era possibile conciliare il movimento della Terra con il testo della Bibbia in cui Giosuè invitava il Sole a fermarsi: "Sole, fermati in Gabaon e tu, Luna, sulla valle di Aialon. Si fermò il Sole e rimase immobile finché il popolo non si vendicò dei nemici" (Giosuè, X, 11-2). Castelli aveva riferito al maestro gli argomenti che aveva adoprato per dirimere la controversa questione del rapporto tra scienza e Scrittura, e Galileo ne aveva approfittato, nella risposta allo stesso Castelli e poi nella lettera alla stessa Cristina, per asserire che la verità era una, e che le leggi di natura e il dettato della Scrittura, provenendo entrambe da Dio, non potevano essere in contraddizione tra loro. Quindi, stante la v
erità del sistema copernicano, il passo biblico doveva essere interpretato non letteralmente, come pretendevano aristotelici e gesuiti, ma in senso allegorico.
Con l'ascesa al trono di Toscana di Ferdinando II, il potere politico di Cristina cominciò a dare segni di cedimento. Irritato dal malgoverno in cui lo Stato era ridotto e soprattutto dal predominio dei preti, il giovane Granduca aveva deciso di liberarsi dell'autorità della nonna, allontanandola dalla corte. Cristina morì nella Villa di Castello il 20 dicembre 1636.

Ritratto di Madama Cristina di Lorena