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Nacque il 12 maggio 1590, primogenito di Ferdinando I e Cristina di Lorena. Ricevette un'accurata educazione, sia nel campo della cultura classica che della matematica e della meccanica. Galileo gli impartì una serie di lezioni durante i soggiorni estivi trascorsi in Toscana tra il 1605 e il 1608. Lo stesso Galileo dedicò al giovane Principe l'opera intitolata Le operazioni del compasso geometrico e militare.
Per segnare il riavvicinamento alla Spagna, Ferdinando I aveva scelto come sposa per il proprio erede la sorella della regina di Spagna, l'Arciduchessa Maria Maddalena d'Austria. Il matrimonio venne celebrato con grande sfarzo e solennità nel 1608, e fu allietato dalla nascita di ben otto figli. Dei cinque figli maschi, a parte Francesco che morì in Ungheria nel 1634, appena ventenne, tutti gli altri ebbero un ruolo importante nelle vicende toscane: il primogenito Ferdinando II, nato nel 1610, divenne Granduca; a Giovanni Carlo, nato nel 1611, era stata riservata la carriera ecclesiastica; Matthias, nato nel 1613, aveva scelto la carriera militare; Leopoldo, nato nel 1617, venne anche lui fatto cardinale in seguito al ritiro del fratello Giovanni Carlo. Delle tre sorelle, Cristiana morì ad appena ventitre anni, nel 1632; Margherita sposò Odoardo Farnese e, rimasta vedova, resse le sorti del Ducato di Parma, morendo nel 1679; Anna sposò un cugino, l'Arciduca d'Austria Ferdinando Carlo, e visse ad Innsbruck fi
no alla morte nel 1676.
Cosimo II succedette al padre nel 1609, alla giovanissima età di diciannove anni, ereditando una Toscana in crescita economica e rispettata nel panorama internazionale. Tuttavia, la tubercolosi aveva già iniziato a minare il fisico del giovane Granduca. E fu proprio questa grave malattia a portarlo alla morte il 28 febbraio 1621, quando aveva poco più di trent'anni.
Il giovane Granduca intraprese una politica di equilibrio tra le massime potenze europee che era già stata propria del padre Ferdinando I, lavorando per l'allentamento delle tensioni tra Francia e Spagna e puntando alla conservazione della pace. Durante il suo regno la Toscana dovette affrontare alcune annate di carestia e una grave epidemia di tifo. Tuttavia lo Stato venne governato con equilibrio e saggezza, e questo si tradusse in una significativa crescita demografica.
Rilevante fu lo sviluppo di Livorno dove Cosimo II proseguì con successo la politica mercantile e demografica del padre, confermando ed ampliando le esenzioni che questi aveva concesso a mercanti e nuovi immigrati, accordando loro privilegi e monopoli. Ampliò le strutture del porto, abbandonando i progetti troppo grandiosi del padre e costruendo il Molo Cosimo che delimitò un bacino più ristretto, ma sicuro e profondo.
Grazie agli studi giovanili Cosimo II conservò grande interesse per le questioni scientifiche e per gli uomini di scienza. Galileo gli dedicò il famoso Sidereus Nuncius. In cambio il Granduca richiamò lo scienziato da Padova e lo nominò Matematico e Filosofo primario, con l'esenzione dall'obbligo di leggere e risiedere nello Studio di Pisa.
A Corte, Galileo partecipò alle riunioni che Cosimo II promuoveva tra uomini di scienza per discutere temi di attualità. In questo contesto nel 1611, alla presenza dei cardinali Mafffeo Barberini, futuro Urbano VIII, e Ferdinando Gonzaga, si svolse la disputa sulle cause del galleggiare. Fu lo spunto da cui Galileo avrebbe tratto il Discorso al Serenissimo don Cosimo II Granduca di Toscana intorno alle cose che stanno in su l'acqua o che in quella si muovono, pubblicato nel 1612.
La protezione e il favore di Cosimo II per Galileo non vennero mai meno. Forte di questo appoggio il matematico granducale poté respingere gli attacchi dei propri avversari a Firenze, e soprattutto affrontare a viso aperto il primo processo istruito contro di lui a Roma nel 1616, quando il Santo Uffizio, per iniziativa del cardinale Roberto Bellarmino, condannò ufficialmente la teoria copernicana. In entrambi i viaggi romani del 1611 e del 1616, Cosimo II affidò ufficialmente Galileo alla protezione degli ambasciatori fiorentini, accompagnandolo con calorose lettere di raccomandazione per i cardinali amici.
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