Ferdinando I de' Medici indietro stampa ricerca

Nacque a Firenze nel 1549, quintogenito maschio di Cosimo I, Duca di Firenze, e di Eleonora di Toledo. La sua posizione nella linea ereditaria lo escludeva da ogni possibilità di successione. Ma la sua vita ebbe una svolta improvvisa quando, nel 1562, due dei suoi fratelli maggiori - Giovanni e Garzia - morirono insieme alla madre, a causa delle febbri malariche contratte in Maremma.
La tragedia di famiglia spianò a Ferdinando la via ecclesiastica, prevista inizialmente per il secondogenito Giovanni. Nel 1663 venne infatti creato cardinale da Pio IV, ma senza pronunciare i voti e prendere gli ordini sacri. Decise di trasferirsi nella capitale dello Stato pontificio solo a partire dal gennaio 1569. Accolto da un ristretto gruppo di cardinali legati ai Medici, cominciò ad impegnarsi nelle questioni ecclesiastiche, senza dimenticare gli affari più strettamente legati alle strategie ed agli interessi della Corte medicea. Abilissimo nel distendere una fitta rete di relazioni con il mondo ecclesiastico romano, in breve tempo divenne un vero e proprio punto di riferimento per il Collegio cardinalizio, svolgendo un ruolo rilevante nell'ascesa al soglio pontificio di Gregorio XIII.
Sul piano politico, Ferdinando contribuì efficacemente al riconoscimento da parte della Spagna e dell'Impero del titolo di Granduca per il fratello Francesco I. Un riconoscimento, ottenuto nel 1576, che consacrava ufficialmente il ruolo e il prestigio di Casa Medici nell'ambito delle dinastie europee. I rapporti tra Ferdinando ed il fratello Granduca furono tuttavia segnati da numerose incomprensioni e contrasti. La tensione si fece particolarmente aspra quando, nel 1578, rimasto vedovo, Francesco I decise di sposare la discussa gentildonna veneziana Bianca Cappello.
Ferdinando lasciò Roma nel settembre del 1587 per far visita ai parenti a Firenze. Si trattò di un allontanamento definitivo. Infatti, il 19 ottobre, nella villa di Poggio a Caiano, Francesco I morì in circostanze misteriose, senza lasciare eredi maschi. Abbandonata la porpora cardinalizia, Ferdinando assumeva in questo modo il titolo di Granduca di Toscana, all'età di trentasei anni.
Nella nuova veste, Ferdinando I perseguì una politica filo-spagnola, ma intessendo significativi rapporti con gli altri Principi italiani e con la Francia. Segno di questa politica di equilibrio fu il proprio matrimonio con Cristina di Lorena, nipote di Caterina de' Medici. L'antico ceppo mediceo di Cafaggiolo, di cui Caterina era stata l'ultimo erede, si univa in questo modo con la nuova dinastia iniziata da Cosimo I.
La nuova Granduchessa arrivò in Toscana nell'aprile 1589, dopo un avventuroso viaggio, facendo un ingresso trionfale a Firenze. Dal matrimonio nacquero nove figli, a partire dal primogenito Cosimo, che diventò Granduca nel 1609 con il nome di Cosimo II.
Ferdinando I si impegnò segretamente nelle vicende della Corte francese, dove appoggiò Enrico di Navarra, erede legittimo al trono, con ingenti prestiti finanziari. Il Granduca di Toscana si adoperò affinché Enrico IV di Francia si convertisse al cattolicesimo, e dopo la sua conversione nel 1593 fece pressione per fargli ottenere l'assoluzione pontificia, concessa alla fine da Clemente VIII.
Nonostante che l'alleanza con Filippo II di Spagna non fosse mai stata messa in discussione, Ferdinando I si avvalse di segreti canali diplomatici per mantenere costanti rapporti con le corti di Parigi e di Londra. I rapporti con la Spagna si fecero, tra la fine degli anni ottanta e l'inizio dei novanta, piuttosto difficili anche a causa della successione nello Stato di Piombino. In questo clima maturò la decisione di sancire il riavvicinamento franco-toscano con il matrimonio tra Enrico IV e Maria de' Medici, figlia del defunto Francesco, celebrate il 4 ottobre 1600.
Le speranze di Ferdinando di acquisire potere ed autorevolezza presso la corte francese si rivelarono fallimentari. A peggiorare la situazione intervenne il deterioramento dei rapporti fra Enrico IV e Maria de' Medici. Il nuovo panorama politico, che vide nuovamente la Corte toscana allontanarsi da quella francese, costrinse Ferdinando al riavvicinamento con la Spagna. Una mossa che venne ancora una volta coronata da un matrimonio: questa volta quello del primogenito Cosimo con l'Arciduchessa Maria Maddalena d'Austria, sorella della regina di Spagna.
In politica interna Ferdinando I favorì in tutti i modi lo sviluppo delle città di Livorno e Pisa, che conobbero un vero e proprio decollo demografico grazie ad apposite leggi. Al crescere degli inserimenti dei mercanti inglesi nei traffici mediterranei, che facevano capo al porto di Livorno, si affiancava l'interesse di Ferdinando ad attirare nei propri domini esperti di navigazione, mercanti, cartografi e costruttori di navi, specialmente di nazionalità inglese. Non di rado, essi facevano anche i corsari contro la Spagna, con il tacito assenso del Granduca e delle sue galere.
Ferdinando I fece costruire dal proprio architetto di fiducia, Bernardo Buontalenti, sia la villa di Artimino denominata "La Ferdinanda", sia il Forte Belvedere a Firenze. Nel 1600 bandì un pubblico concorso per la costruzione di un grande mausoleo per la sepoltura dei Granduchi di Toscana, la cosiddetta Cappella dei Principi, situata nella chiesa di San Lorenzo, tra la Sagrestia Vecchia di Brunelleschi e quella Nuova di Michelangelo. Risultò vincitore il progetto presentato da Don Giovanni de' Medici, che venne preferito a quello di Buontalenti. Il 6 aprile 1606 avvenne la cerimonia della posa della prima pietra. E fu qui, nel mausoleo da re al quale i discendenti del mercante Cosimo il Vecchio avevano voluto affidare la loro gloria, che Ferdinando I venne sepolto quando, il 7 febbraio 1609, morì.