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CHIESA PARROCCHIALE

Chiesa Parrocchiale di Campagnola Emilia
Nasciuti, 1
Campagnola Emilia


Dedicata ai Santi Protasio e Gervasio


 

Come arrivare:
da Reggio Emilia Casello A1;SP dir.Reggiolo a Novellara girare a destra Campagnola (dista 3 km.):
dal Casello A22: Uscita Carpi prendere SP dir. Novellara.
Servizi Trasporti extraurbani mezzi pubblici
 
Telefono

0522 669153
           


Ambrogio, Vescovo milanese, esule volontario a Bologna dal 392 al 394, č il fondatore della chiesa dedicata ai Santi Gervasio e Protasio a Campagnola. Si trattava forse di una chiesa pievana che sovrintendeva alle chiese battesimali.
Una carta del Monastero di San Prospero del 1099, testimonia che la chiesa parrocchiale di Campagnola, dedicata ai Santi Martiri Gervasio e Protasio, sorgeva in localitā Motta Bernini a sud ovest del centro abitato.
Era a tre navate come l'attuale ed era contornata, secondo l'antico costume, dal cimitero.
Fino al 1299 non esistono molte notizie che riguardano la chiesa.
Grazie alle offerte della popolazione e del Principe di Correggio viene costruita, tra il 1612 e il 1621, la nuova chiesa nel luogo in cui sorge attualmente.
Al fine della costruzione del nuovo edificio viene demolita la vecchia chiesa castellana di "Campagnola vecchia".
La nuova costruzione č a tre navate e quattro arcate con coro, pulpito e due sepolture comuni.
Nel 1770 viene assunto come architetto per i restauri il milanese Bartolomeo Rocco e si decreta l'inizio dei lavori che termineranno nel 1772.
L'organo a ventidue registri, opera di Luigi MonteSanti di Mantova, č installato nel 1798 e il Fonte battesimale č costruito nel 1820.
Nel 1800 la chiesa viene dotata del bellissimo tabernacolo in legno intarsiato con decorazioni in argento e madreperla, opera di Fra' Fedele da Scandiano.
L'orologio della torre campanaria, installato nel 1923, č opera del campagnolese Guglielmo Ferrari.(l'attuale orologio elettronico risale agli inizi degli anni ottanta.)
Successivamente sono state compiute opere di completamento dei locali annessi alla chiesa ed opere di restauro interne.
La facciata della chiesa ha linee semplici, č suddivisa in due piani separati da un cornicione orizzontale.
Le lesene a coppie, i cornicioni, il timpano ad arco ribassato e le cornici sono elementi architettonici sporgenti che rendono il disegno mosso ma regolare.
Nella nicchia a forma di mezzaluna sopra il portale principale si ammira un bassorilievo in terracotta raffigurante San Pietro, a ricordo dell'antica chiesa di San Pietro del Castellazzo.
L'edificio ha pianta a croce greca, ispirato alla chiesa della Madonna della Ghiara di Reggio Emilia.
A quest'area si aggiunge a nord il profondo presbiterio con abside semicircolare.
L'interno della chiesa č a tre navate con volte a botte poggianti su quattro pilastri scanalati e lesene.
Al centro della navata principale c'č una finta cupola alta un paio di metri sulla quale č dipinta la Gloria dei Santi Gervasio e Protasio mentre negli spicchi intorno sono raffigurati i quattro Evangelisti.
L'altare del Crocifisso, posto in fondo alla navata di sinistra, č caratterizzato da un'ancona in stucco bianco, delimitata lateralmente da due colonne tortili nere e angeli dalle vesti dorate che reggono capitelli.
Di notevole interesse č il paliotto dell'altare, in scagliola policroma, che raffigura ghirlande di fiori, cornucopie, cartigli e uccelli con al centro l'immagine del Crocifisso.
Fra i dipinti e le opere d'arte di ogni genere di cui la chiesa si č arricchita nella sua lunga storia, si annoverano le pale d'altare, censite e patrocinate dalla Sovraintendenza Regionale alle Belle Arti.
A sinistra del presbiterio si trova una tela raffigurante la Madonna col Bambino ed una donna in atto di porgere un bimbo ad un Santo che viene erroneamente indicato come San Bernardino ma si tratta di San Francesco di Paola
La grande pala dell'altare maggiore, eseguita nel 1837 dal pittore modenese Luigi Manzini, raffigura i Santi Sebastiano, Luigi Gonzaga, Gaetano, Mauro, Rocco, Gervasio e Protasio incoronati da un angelo.
L'artista apparteneva alla corrente neoclassica della scuola accademica modenese.
Abbiamo conferma dell'attribuzione del dipinto grazie ad una ricevuta rilasciata al pittore nell'anno 1837 a Don Tiberio Saltini, allora parroco di Campagnola,
A destra del presbiterio si trova la tela raffigurante la Madonna con i Santi Antonio Abate e Chiara insieme ad un angioletto che regge un pastorale ed un ostensorio ambrosiano.

orario SS.Messe: feriali alle 8,30 e 19,00 - festivi alle 8.00 e 11.00


Ultimo aggiornamento: 14/01/2011
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