Tommaso Campanella indietro stampa ricerca

Nato a Stilo (Reggio Calabria) nel 1568, entrò nell'ordine domenicano nel 1583. Influenzato dalla lettura di Ficino e di Telesio, compose la sua prima opera, la Philosophia sensibus demonstrata, nel 1591. All'epoca egli si trovava a Napoli, dove la frequentazione di Giambattista Della Porta lo introdusse alla magia naturale e alle scienze occulte. In questo clima compose il De sensitiva rerum facultate, riproposto in italiano nel 1604 con il titolo Il senso delle cose e la magia, dove veniva attribuita ad ogni ente naturale la sensibilità, manifestazione della presenza di un'anima del mondo diffusa in tutte le cose.
Accusato di magia, Campanella venne processato nel 1592. La condanna gli imponeva, oltre all'abbandono delle teorie antiaristoteliche, il ritorno nella città natale. Si risolse allora per la fuga. Dopo aver toccato Roma, Firenze e Bologna, si fermò a Padova, dove entrò in contatto anche con Galileo. Ripercorrendo, con un parallelismo sconcertante, la vicenda di Giordano Bruno, venne accusato di eresia, arrestato, torturato e processato. Nel 1598 gli fu imposto il rientro in Calabria. Concepì il progetto di un'insurrezione contro l'autorità politica e religiosa, finalizzata all'instaurazione di un nuovo ordine sociale. Il governo spagnolo, venuto a conoscenza della congiura, lo processò per ribellione, le autorità ecclesiastiche per eresia.
Ottenuta la commutazione della pena capitale con l'ergastolo grazie ad una magistrale simulazione di follia, agli inizi del 1600 cominciò per Campanella un calvario lungo ventisette anni. In carcere compose la maggior parte delle proprie opere: tra le prime proprio la Città del sole (1602), utopia di una società ideale perfettamente governata secondo i dettami della ragione naturale, in tutto coerenti con quelli di un cristianesimo depurato dalle storture e deviazioni accumulatesi nel corso dei secoli. Seguirono, nell'ordine, la Philosophia rationalis (1606-1614); la Apologia pro Galilaeo (1616); la Philosophia realis (1619); la Metaphysica (1623); la Theologia (1624).
Scarcerato dalle autorità spagnole nel marzo del 1626, Campanella dovette rispondere delle accuse di eresia. Nel corso dei due anni di reclusione nel palazzo dell'Inquisizione a Roma, riuscì ad ottenere il favore del papa Urbano VIII, e nel gennaio 1629 venne definitivamente assolto e liberato. Ma lo spettro di un nuovo processo da parte del governo spagnolo lo indusse nuovamente alla fuga. Dal 1634 si stabilì in Francia, benevolmente accolto alla corte di Luigi XIII. Morì a Parigi nel 1639.
Da una lettera a Vincenzo Viviani del 2 aprile 1666 risulta che Redi si era fatto procurare da lui una copia del De sensu rerum di Campanella. Nelle Esperienze intorno alla generazione degl'insetti di due anni dopo gli effetti di questa lettura risultavano ben visibili, dato che il nome del filosofo calabrese risultava citato, accanto a quelli di Pitagora, Platone e Plotino, tra le auctoritates che avevano sostenuto la sensibilità delle piante: una teoria che avvalorava la spiegazione rediana della generazione degli insetti delle galle.