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Fisico, matematico e astronomo olandese, nato nel 1629 e morto nel 1695, fu uno dei più grandi scienziati del XVII secolo. Suo padre, Costantin, era amico di Descartes e corrispondente di Mersenne. Christiaan frequentò per un certo periodo l'Università di Leida. Nel 1651 pubblicò un trattato sulla quadratura delle sezioni coniche. Grazie ad un potente cannocchiale da lui stesso costruito scoprì, nel 1655, che le rotondità osservate da Galileo ai lati di Saturno erano in realtà anelli, e che il pianeta era circondato da un satellite, Titano. Successivamente osservò la rotazione di Marte, le fasce e la macchia rossa di Giove, la nebulosa di Orione. Nel 1663 venne accolto alla Royal Society di Londra e nel 1665, divenne membro dell'Académie des Sciences di Parigi. Visse a lungo a Parigi, dove mise a punto le sue opere più notevoli.
Huygens studiò per primo i sistemi rigidi, estendendo i risultati stabiliti da Galileo per la meccanica di un punto in movimento e formulando la teoria dei momenti di inerzia. Di orientamento meccanicista, criticò con decisione, al pari di Leibniz, le teorie fisiche e cosmologiche di Newton perché apparivano fondate sul principio dell'azione a distanza tra i corpi. Nell'opera Horologium oscillatorum (1673) trattò il problema del pendolo composto, che gli permise anche di giungere a calcolare il valore dell'accelerazione di gravità, studiandone le variazioni dipendenti dalla latitudine. In ottica, fu il primo a formulare con precisione una teoria ondulatoria della luce, opposta a quella corpuscolarista newtoniana, che espose compiutamente solo nel Traité de la lumière del 1690.
Anche in Olanda, come nel resto d'Europa, le Esperienze intorno alla generazione degl'insetti (testo) di Redi vennero esaminate e discusse con vivo interesse da filosofi e scienziati, soprattutto dopo la pubblicazione nel 1671, ad Amsterdam, della traduzione latina della memoria. Oltre a Leeuwenhoek, che aveva rifatto personalmente gli esperimenti rediani, Huygens fu uno dei primi ad esprimere riserve sulle teorie espresse del naturalista italiano, in particolare relativamente alla teoria degli insetti delle galle. In una lettera 16 giugno 1669 al Segretario della Royal Society, Henry Oldenburg, egli formulava in questi termini il proprio giudizio: "Voi troverete il libro di Redi molto curioso, senza che pertanto abbia ancora esaurito tutta questa materia, la cui questione principale, cioè se nessun insetto nasce per corruzione, non vi è sufficientemente chiarita, benché lo sia molto meglio di quanto non era fino ad oggi".
Huygens fu anche un grande costruttore di microscopi e si dedicò con passione all'osservazione dei misteri dell'infitamente piccolo. Ma non pubblicò nulla sull'argomento e lasciò inediti i protocolli delle numerosissime osservazioni sugli infusori che aveva effettuato tra il 1678 e il 1692. Solo dopo la sua morte, con la l'uscita nel 1703 della Dioptrica, gli scienziati del secolo XVIII furono messi al corrente, in modo estremamente sintetico, delle sue indagini sulla generazione degli infusori.
Huygens conosceva bene le ricerche di Leeuwenhoek sugli infusori, mentre non poteva essere al corrente delle idee di Redi. Ad ogni modo, non aveva avuto dubbi a respingere, anche in questo ambito del mondo della vita, la possibilità della generazione spontanea. Egli aveva infatti realizzato un esperimento comparativo, di chiara ascendenza rediana, tra un'ampolla chiusa ed un'ampolla aperta contenenti un'infusione di pepe, ed aveva verificato che i microrganismi comparivano solo in quella aperta: segno evidente, a suo avviso, di una loro origine esogena rispetto alle sostanze organiche presenti nel recipiente; anche se poi restava irrisolto il problema se gli infusori provenivano da uova deposte da microscopici insetti alati, oppure erano organismi che compivano in acqua tutto il loro ciclo vitale.
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