Urbano VIII indietro stampa ricerca

Al secolo Maffeo Barberini, era nato a Firenze il 5 aprile 1568. Nunzio di Clemente VIII a Parigi (1604), venne nominato cardinale da Paolo V nel 1606. Vescovo di Spoleto (1608) e legato di Bologna (1611-14), fu eletto Papa nel 1623, succedendo a Gregorio XV.
Rigido assertore della suprema autorità della Chiesa, di cui voleva ripristinare la potenza nell'ambito internazionale europeo, Urbano VIII venne ostacolato nei suoi progetti sia dalla guerra dei trenta anni con la progressiva affermazione del protestantesimo, sia dall'opposizione di molti stati cattolici come Francia, Spagna, Savoia, Toscana e Venezia. Ebbe però successo all'interno con l'annessione allo Stato pontificio del ducato di Urbino (1631), nonostante l'opposizione del Granduca di Toscana Ferdinando II, e nella fruttuosa opera diplomatica durante la guerra di successione di Mantova.
La difesa del dogma e il ripristino dell'autorità ecclesiastica fu curata in particolar modo da Urbano VIII con la esecuzione puntuale dei decreti tridentini e con il rafforzamento dell'Inquisizione. Il suo nome rimane, in quest'ambito, legato ai processi contro Galileo e Campanella, e alle condanne di Giansenio. La sua ascesa al soglio pontificio, nell'estate 1623, aveva aperto una stagione di grandi speranze per Galileo, Federico Cesi e gli accademici Lincei, che avevano voluto dedicare al Papa il Saggiatore del matematico toscano.
Amante delle arti, grande mecenate, Urbano VIII protesse Bernini e, sotto il suo pontificato, fiorì il Barocco romano. Morì il 29 Luglio 1644.