Francis Bacon indietro stampa ricerca

Figlio di sir Nicolas Bacon, Lord guardasigilli della regina Elisabetta, nacque a Londra nel 1561, studiò a Cambridge ed intraprese la carriera diplomatica. Costretto dalla morte del padre a interrompere un soggiorno in Francia, iniziò la professione di avvocato, e nel 1593 venne eletto alla Camera dei Comuni. Ma fu l'ascesa al trono di Giacomo I a imprimere una decisa accelerazione alla sua carriera. Venne infatti nominato prima Lord guardasigilli e poi, nel 1618, Lord cancelliere e barone di Verulamio.
Fin dagli esordi la ricchissima produzione filosofica di Bacone individuava in un profondo rinnovamento del sapere scientifico la condizione preliminare di una qualsiasi riforma politica o sociale. Una critica serrata contro le forme del sapere puramente verbale e contemplativo della filosofia aristotelica in nome di una conoscenza intesa come strumento operativo, volto al dominio della natura, attraversava tutta l'opera baconiana: dal Temporis partus masculus (1602-1603), attraverso l'Advancement of learning (1605), i Cogitata et visa (1607-1609) e la Redargutio philosophiarum (1608), fino al De sapientia veterum (1609). Ma fu con il Novum Organum, pubblicato nel 1620, che il grande progetto di riforma del sapere si manifestò nella sua versione più completa.
Concepito come sezione di un programma ben più ampio, la realizzazione di una Instauratio magna, una nuova enciclopedia delle scienze, il Novum Organum conteneva, già nel titolo, una chiara contrapposizione all'antico organon, ovvero alla logica aristotelica. La fondazione di una nuova forma di conoscenza non poteva non passare, secondo Bacone, attraverso la lucida denuncia dei limiti e degli inganni della scienza della tradizione. Occorreva liberare la mente dai falsi concetti, dai pregiudizi che accecavano l'uomo nel suo cammino verso la comprensione della natura delle cose. Solo dopo aver purificato l'intelletto da questi idola, sarebbe stato possibile gettare le basi di una nuova scienza. Tale, decisivo, compito veniva affidato alla rigorosa determinazione delle regole del metodo induttivo. Si trattava di una profonda revisione dell'induzione, di una articolata operazione in cui la raccolta, l'ordinamento e l'interpretazione dei dati osservativi inerenti un determinato fenomeno figuravano come momenti dis
tinti e necessari dell'intero procedimento. L'ipotesi esplicativa, ottenuta sulla base della generalizzazione dei dati di partenza, veniva infine raccolta o respinta sul banco di prova della verifica sperimentale. Il fine di questa complessa operazione consisteva nell'acquisizione della 'forma', 'natura' o 'causa' dell'oggetto d'indagine: solo chi era in grado di impadronirsi delle 'forme' delle cose poteva intervenire efficacemente sugli oggetti naturali, riprodurli artificialmente e, in una equilibrata sintesi del momento teorico e di quello pratico, piegare la natura alla soddisfazione del vantaggio umano.
Un'altra sezione del grande progetto enciclopedico, destinato a rimanere incompiuto, vide la luce nel 1623 con il titolo di De dignitate et augmentis scientiarum. Ma ormai il declino politico di Bacone era segnato. Accusato di corruzione, cadde in disgrazia; condannato ad una consistente ammenda e alla detenzione nella Torre di Londra - pene poi condonate - venne allontanato dalla Corte e interdetto dai pubblici uffici. Da questo momento in poi condusse un'esistenza ritirata, tutta dedicata agli studi. L'anno successivo alla morte, avvenuta nel 1626, vedeva la luce la New Atlantis, ritratto utopico di una società in cui la scienza, frutto della collaborazione di un gruppo di studiosi, era posta al servizio dell'uomo. Le accademie scientifiche che di lì a poco sarebbero proliferate in tutta Europa, a partire dalla fiorentina Accademia del Cimento, avrebbero, in qualche misura, realizzato questo sogno.
Nel corso del Seicento tra la Toscana e gli ambienti inglesi della Royal Society non mancarono i contatti e gli scambi culturali. Redi, da parte sua, nutrì molta ammirazione per autori inglesi come Boyle e Harvey. Eppure, per quanto possa apparire sorprendente, nelle lettere e nelle opere dello scienziato aretino non risulta mai citato il nome dell'autore del Novum Organum. Lo stesso vale per Newton.

Ritratto di Francis Bacon