Pietro Paolo da Sangallo indietro stampa ricerca

Allievo di Redi, ha lasciato poche tracce di sé negli annali della storia della scienza. Fu infatti autore di un solo libro, le Esperienze intorno alla generazione delle zanzare, datate 4 novembre 1679, e dedicate al maestro. Redi ne spediva subito un esemplare a Lorenzo Magalotti, insieme ad una lettera del 20 dicembre 1679. Dopo qualche tempo l'autore moriva prematuramente.
Sangallo aveva ripreso le teorie anti-spontaneiste rediane, estendendo anche alle zanzare il modello della generazione ex ovo. Egli riconosceva che, dopo le risultanze sperimentali delle Esperienze intorno alla generazione degl'insetti la teoria della generazione spontanea doveva essere ritenuta "falsa", tuttavia affermava che, a causa degli "insegnamenti di que' primi maestri" che aveva avuto "da fanciullo", gli era rimasto "qualche piccolo sospetto" relativamente alle zanzare. Il problema era stato discusso in una compagnia di amici fiorentini che, durante le sere d'estate, si ritrovano a passeggiare "intorno a' fondamenti di Santa Maria del Fiore" per discutere di "cose filosofiche".
A Sangallo era stato affidato il compito di verificare "con gli occhi propri" quello che decideva "la sensata esperienza". La memoria che indirizzava a Redi costituiva appunto la descrizione fedele degli esperimenti realizzati tra il giugno e l'agosto 1679. La prova cruciale era in perfetto stile rediano e consisteva in un doppio esperimento con recipienti aperti e chiusi. Dopo aver preso un po' dell'acqua stagnante dei "vivai che sono al principio dello stradone del Poggio Imperiale" ed averne messa una certa quantità "dentro un vaso di vetro aperto all'aria libera" ed una stessa quantità in un altro simile recipiente, "ma con la bocca ben chiusa", Sangallo aveva osservato le zanzare aggirarsi intorno al vaso aperto, finché, dopo qualche giorno, non erano apparsi - ma solo nel recipiente aperto - alcuni "vermicciuoli tanto piccoli e minuti, che appena cadevano sotto l'occhio"; nel recipiente chiuso invece non vi "è mai nato verme veruno", anche se vi avevano volato intorno le zanzare. Il giovane ricercatore
aveva poi chiuso con "carta forate con uno spillo" il vaso dove sono nate le larve, per impedire la fuoriuscita delle zanzare; dopo qualche giorno aveva osservato che tutte le larve, di cui dava anche una sommaria rappresentazione iconografica sulla base di quello che aveva potuto vedere col suo "povero microscopio d'una sol lente", si erano trasformate in zanzare.
Le Esperienze di Sangallo non ebbero grande fortuna editoriale. Nell'ottobre 1690 Redi ne inviava un'altra copia a Giuseppe Lanzoni, con questa avvertenza: "È stato un miracolo che io abbia trovata una di quelle lettere di Pietro Paolo da San Gallo scrittami intorno alla generazione delle zanzare. Chi la volesse pagar cento ducati, non credo che se ne potesse trovare un'altra, perché, come V. S. Eccellentissima potrà vedere, egli è molto tempo che fu stampata, e questo dottore morì poco dopo che la ebbe stampata".

F. Redi, Esperienze intorno alla generazione degl'insetti, tavola di zanzara