Cristina di Svezia indietro stampa ricerca

Nata nel 1625, era salita al trono di Svezia dopo il padre Gustavo Adolfo, diventando nel breve volgere di qualche decennio uno dei protagonisti più ambigui ed affascinanti della vita politico-culturale europea del Seicento. Una volta terminata la guerra dei Trenta Anni, aveva deciso di trasformare Stoccolma in una seconda Atene. A questo scopo aveva fatto di tutto, com'è noto, per indurre il grande filosofo francese René Descartes a trasferirsi nella capitale svedese, dove egli morì l'11 febbraio 1650.
Il 6 giugno 1654, con un gesto clamoroso, Cristina abdicò al trono in favore del cugino Carlo Gustavo. Nel novembre dell'anno dopo abbandonò il luteranesimo e si convertì ufficialmente al cattolicesimo. Poco dopo si trasferì a Roma, dove venne ricevuta solennemente dal Papa, organizzò una Corte privata e divenne un punto di riferimento fondamentale della vita culturale della capitale. Morì il 19 aprile 1689 e venne sepolta nella basilica di San Pietro.
Redi venne ammesso nel 1684 all'Accademia privata fondata da Cristina, e questo gli dette l'occasione di aprire un ossequioso carteggio con la sovrana. L'anno successivo l'Archiatra del Granduca di Toscana fece pervenire a Cristina, con una lettera del 17 novembre, una copia del Bacco in Toscana (testo). In una lettera del 31 maggio 1687 Giuseppe Del Papa scriveva a Redi da Roma che era stato a colloquio "più di un'ora" con la regina. Avevano parlato, tra l'altro, anche "di cose scientifiche", ma a quanto pare a Cristina premeva soprattutto che Redi stampasse "in tutti i modi i suoi bellissimi sonetti, e l'altre sue poesie".