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Commerciante di abiti e piccolo funzionario pubblico, nacque a Delf, in Olanda, nel 1632, lo stesso anno in cui nascevano i grandi filosofi Locke e Spinoza. Morì nel 1723. Fu uno straordinario costruttore di microscopi semplici, cioé formati da un'unica piccolissima lente, che ingrandivano gli oggetti fino a duecento volte. Curioso osservatore di ogni aspetto della natura e dotato di un notevole bagaglio di conoscenze anatomiche ed embriologiche, era però un semplice autodidatta, privo di una formazione scientifica accademica, che non conosceva il latino e scriveva solo in olandese. Basti dire che nel 1680 si mise a ripetere gli esperimenti di Redi con le ampolle sigillate non solo senza aver letto le Esperienze intorno alla generazione degl'insetti dello scienziato italiano , ma addirittura senza conoscere il nome dell'autore.
Nel 1674, con un exploit destinato ad aprire un nuovo scenario nella storia della scienza moderna, Leeuwenhoek scoprì i protozoi, organismi uni-cellulari invisibili ad occhio nudo che popolavano ogni genere di liquidi. La scoperta venne comunicata con una lunghissima lettera a Henry Oldenburg, segretario della Royal Society, scritta in olandese e datata 9 ottobre 1676, che venne pubblicata sulle "Philosophical Transactions". Nel 1683 osservò anche i batteri, meritandosi così il titolo di padre della protozoologia e della batteriologia. In precedenza, nel 1677, analizzando un campione di sperma umano portatogli da un giovane studente di nome Ham, aveva individuato anche i cosiddetti "animalculi spermatici", cioé gli spermatozoi. La scoperta fu tuttavia resa nota soltanto due anni più tardi, ancora sulle "Philosophical Transactions". Prese così avvio lo sviluppo della teoria "animalculista", che negava l'esistenza delle uova dei mammiferi, attribuiva unicamente agli spermatozoi la riproduzione della vita animal
e e si contrapponeva direttamente al sistema ovista formulato da van Horne, De Graaf e Stenone.
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