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Membro di una famiglia ebraica di origine portoghese, nacque ad Amsterdam nel 1632, lo stesso anno in cui nascevano in Inghilterra Locke e vicino a lui, a Delf, il grande microscopista Leeuwenhoek. Educato alla scuola ebraica della comunità, acquisì, assieme ad una profonda conoscenza della lingua degli avi, una altrettanto precisa familiarità con i testi sacri e con la lingua latina, veicolo indispensabile per un contatto diretto con il mondo dei classici, con la Scolastica e le opere filosofiche di Descartes.
Accusato di sostenere tesi eretiche, Spinoza venne espulso, poco più che ventenne, dalla comunità ebraica e scomunicato. Non potendo più proseguire l'attività commerciale di famiglia, si guadagnò da vivere facendo il pulitore di lenti di ingrandimento. Abbandonata la città natale, si stabilì in una cittadina nei pressi di Leida, Rijnsburg, sede di un consistente nucleo della setta cristiana ribelle dei Collegianti, con i quali intrecciò buone relazioni. Nell'arco dei tre anni trascorsi a Rijnsburg scrisse il Tractatus brevis (scoperto soltanto nel secolo scorso), il Tractatus de intellectus emendatione (incompiuto), i Principia philosophiae cartesianae, con l'aggiunta, in appendice, dei Cogitata metaphysica (l'unica opera che pubblicherà con il proprio nome, nel 1663). Nello stesso tempo iniziò la composizione della sua opera filosofica fondamentale, l'Ethica.
Nel 1663 Spinoza si trasferì a Voorburg dove risiederà fino al 1669, anno in cui, cedendo alle pressioni di amici, tra i quali Jan de Witt, capo del partito repubblicano e strenuo promotore della tolleranza religiosa, si spostò definitivamente all'Aja. In questo periodo ebbe importanti contatti con Henry Oldenburg, segretario della Royal Society, con Huygens e con Leibniz, conosciuto personalmente in occasione di un viaggio in Olanda del filosofo tedesco. Risale al 1670 la prima edizione, rigorosamente anonima, del Tractatus theologico-politicus, contro cui si appuntarono immediatamente gli strali di parte protestante e cattolica. La libertà di pensiero, di parola, di coscienza; la completa laicità dello Stato; la riduzione della Bibbia a documento storico, opera tutta umana finalizzata a indurre all'obbedienza e a disciplinare il comportamento delle masse incolte, incapaci di avvalersi degli argomenti della ragione: questi alcuni dei temi centrali che valsero al Tractatus la pubblica condanna anche da parte
delle Corti olandesi (1674).
Dopo la morte del protettore de Witt, Spinoza ricevette, rifiutandola, l'offerta di una cattedra di filosofia presso l'Università di Heidelberg. La tisi pose fine ai suoi giorni il 21 febbraio 1677. Furono alcuni fedeli amici, in particolare il custode dei suoi manoscritti, Jan Rieuwertsz, a curare la pubblicazione dei numerosi inediti. Nel corso dell'anno stesso della morte vennero infatti date alle stampe gli Opera posthuma contenenti, oltre al Tractatus de intellectus emendatione, un incompiuto Tractatus politicus, le Epistulae, un Compendium grammatices linguae Hebraeae e, prima per ordine e per importanza, l'Ethica.
Il sistema filosofico di Spinoza proponeva una prospettiva monista ed immanentista del Tutto che sarà identificata a lungo come la forma più estrema e pericolosa di materialismo ateo. Con ritmo incalzante e consequenziale, prendevano corpo nell'Ethica, formulate "secondo l'ordine geometrico" (vale a dire per definizioni, assiomi, proposizioni, dimostrazioni, corollari e scolii), una metafisica imperniata sulla dottrina dell'unicità della Sostanza (Dio o Natura), una teoria innatistica della conoscenza, una morale laica. Per quanto è dato sapere Redi non lesse mai o comunque non manifestò interesse per una filosofia così lontana dalla propria visione del mondo.
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