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Galileo era morto a Firenze l'8 gennaio 1642. Lo stesso anno, il giorno di Natale, nasceva nel villaggio di Woolsthorpe, nel Lincolnshire, Newton. Uno dei protagonisti indiscussi della Rivoluzione scientifica e della nascita della scienza moderna. Un vero genio dello spirito umano, nella cui opera apparivano risolti e sintetizzati i contributi apportati, nei diversi campi del sapere, oltre che da Galileo, da Bacon, Boyle, Copernico, Descartes, Harvey, Huygens, Kepler e Leibniz.
Newton entrò all'età di diciotto anni al Trinity College, dove subì l'influenza di Henry More e di Isaac Barrow, al quale succedette come titolare della cattedra di scienze matematiche e naturali (1669). Membro del Parlamento (1701), presidente della Royal Society (1703), baronetto (1705), pose le basi (indipendentemente da Leibniz, con il quale ebbe una virulenta polemica) dell'analisi infinitesimale e dimostrò la natura composita della luce bianca (pur rimanendo fedele alla teoria corpuscolare). Personalità complessa e poliedrica, si occupò a lungo anche di filosofia naturale, alchimia ed esegesi biblica. Morì a Londra nel 1727.
Nel 1687 Newton diede alle stampe il proprio capolavoro, i Philosophiae naturalis principia mathematica, dove era contenuta la legge della gravitazione universale, base e fondamento di tutta la meccanica celeste e il sistema dell'universo prima di Einstein. Secondo questa legge due corpi qualsiasi si attraggono con una forza direttamente proporzionale al prodotto delle loro masse e inversamente proporzionale al quadrato delle loro distanze. Il problema della causa fisica dei movimenti planetari era risolto, riprendendo intuizioni suggerite da Gilbert e da Kepler, grazie all'intervento di una forza centripeta, diretta verso il Sole, che equilibrava la forza d'inerzia di tutti i corpi, a direzione centrifuga. Il risultato era un'orbita chiusa, di carattere ellittico, come aveva previsto Kepler. Tra il 1670 e il 1690 Newton predispose anche il materiale per una un'altra grande opera, fondamentale per lo sviluppo delle moderne scienze sperimentali: l'Opticks, la cui prima edizione venne pubblicata nel 1704.
Il nome di Newton non appare mai citato negli scritti di Redi, che pure conosceva bene gli ambienti della Royal Society e della scienza inglese. Troppo distanti e diversi erano evidentemente i rispettivi interessi di ricerca. Inoltre non bisogna dimenticare che la fama di Newton iniziò ad imporsi attraverso l'Europa quando ormai il medico aretino si stava avviando lentamente verso la morte.
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