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Noto con il nome latino di Paracelsus, fu una delle figure più importanti e complesse della scienza rinascimentale. Nacque nel 1493 e morì nel 1541. Viaggiò per tutta l'Europa, suscitando ovunque dibattiti e violente polemiche. Nel 1527, a Basilea, bruciò pubblicamente i libri di Galeno ed Avicenna, i padri della medicina del tempo.
Paracelso legò l'alchimia alla medicina, dando vita ad una nuova disciplina, la iatrochimica. Fino al XVI secolo, la composizione ed i mutamenti della materia venivano spiegati in base ai quattro elementi di Aristotele: acqua, aria, terra, fuoco. Il medico svizzero affiancò a questa concezione una teoria dei principi - sale, zolfo, mercurio -, rifiutando in maniera radicale l'insegnamento tradizionale della medicina. Pur accettando la trasmutazione dei metalli, non condivise più l'idea che la ricerca della pietra filosofale fosse lo scopo principale dell'alchimia. Per questo indirizzò le sue ricerche verso la distillazione e l'analisi dei minerali. Applicando la chimica alla medicina, tentò, con i molti limiti del tempo, di definire un'arte (detta "Spagirica") in grado di scindere i composti per ottenere trasmutazioni e medicine più efficaci di quelle tradizionali, che erano di concezione ippocratica, galenica ed araba. Le sue idee vennero riprese e rielaborate, nel corso del Seicento, tra gli altri da Jean B
aptiste van Helmont e Daniel Sennert.
Redi aveva ricevuto, direttamente dall'Inquisizione di Roma, una prima volta il 12 agosto 1648 e poi di nuovo il 13 marzo 1658, la "licenza" di leggere, all'interno di in un cospicuo elenco di libri proibiti, le due edizioni degli Opera omnia medico-chimica et chirurgica e degli Opera omnia exceptis astrologicis di Paracelso. Le sue reazioni alla lettura erano state del tutto negative. Nelle Esperienze intorno alla generazione degl'insetti del 1668 lo scienziato aretino definiva Paracelso un ciarlatano ed un empio impostore, per aver preteso di "darci ad intendere una ridicolosa maniera di generare gli omiciatti nelle bocce degli alchimisti": cioè di aver rivendicato la possibilità della generazione artificiale dell'uomo. Nelle Osservazioni intorno agli animali viventi che si trovano negli animali viventi del 1684 contestava invece un'altra idea di "quel Paracelso, che da molti è tanto stimato e riverito". Il fatto che il cosiddetto "olio di Ipericon", un farmaco molto diffuso all'epoca, foss
e efficace contro i vermi intestinali. Per Redi non si trattava di altro che "baie, baie, per non dir ciurmerie".
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