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Il Seicento letterario viene comunemente definito anche col termine di "Barocco" per indicare, attraverso questa tendenza, la varietà degli aspetti che caratterizzarono i movimenti innovatori di un secolo in grande evoluzione, anche in campo letterario. Un secolo in cui venivano apertamente posti in discussione i valori classicheggianti del Rinascimento, si diffondevano le nuove scoperte scientifiche, geografiche, astronomiche, e si imponevano valori e filosofie che prospettavano una nuova visione del mondo e dell'uomo. In questo contesto anche lo scienziato e il filosofo finivano per diventare letterati, raffinati scrittori di opere in lingua volgare che, escludendo le tradizionali chiusure disciplinari, attingevano anch'esse a piene mani alla cultura letteraria e ai gusti linguistici del tempo.
Il Seicento è stato attraversato, in tutti i propri aspetti culturali, dalla ricerca di tutto ciò che era nuovo. Gli scrittori ripudiavano il passato e tutti i valori tradizionali che avevano imposto schemi rigorosi di fronte alla varietà degli aspetti dell'uomo e del linguaggio. Si veniva delineando, in particolare con l'opera di Giambattista Marino, una poetica fondata sulla meraviglia, che si proponeva come unico fine il diletto. Questa tendenza determinava, entro certi limiti, uno svuotamento dei fatti sentimentali, dei temi eroici e anche delle novità scientifiche. Gli aspetti psicologici dell'animo non risultavano approfonditi, ma l'autore sembrava ricercare soltanto i mezzi per suscitare lo stupore e la meraviglia del lettore.
Dal punto di vista delle tematiche oggetto dell'opera d'arte il Barocco non presentava grandi variazioni rispetto al Cinquecento. Si allargava però la varietà in cui venivano presentati i contenuti tradizionali che erano estesi fino all'esasperazione: si cantavano donne di tutte le età e di tutti i generi, le nuove situazioni sentimentali venivano rese con un lessico vario e capace di uscire dai canonici moduli espressivi. La metafora diventava lo strumento principale per caratterizzare le proprie opere di vaghezza e mistero, secondo una tipologia accuratamente definita da Emanuele Tesauro.
Oltre alla poetica del cosiddetto "marinismo", nel corso del secolo si affermò anche la poetica del classicismo barocco, il cui maggior rappresentante può essere individuato in Gabriello Chiabrera. In particolare Chiabrera mirava a una poesia eroica e morale, che colpiva non solo per il decoro delle novità metriche ma anche per la solennità dei temi eroici. Al contrario, il nascente poema eroicomico, fondato sulla mescolanza di serio e comico, si proponeva di trattare fatti non eroici ma ridicoli, alternando al tono solenne tipico del poema quello burlesco.
Riguardo al teatro, la manifestazione più importante della civiltà barocca è rappresentata dall'affermarsi della Commedia dell'arte, sorta nella seconda metà del Cinquecento e che aveva come caratteristica principale l'improvvisazione e le maschere. Quella dell'attore stava ormai diventando una vera e propria professione, ed iniziavano a diffondersi sempre di più compagnie professionali che portavano per tutta l'Italia e all'estero i loro personaggi: Arlecchino, Pulcinella, Pantalone.
Tutte le novità letterarie e culturali che si erano affermate nel corso del Seicento, dalla lirica al teatro, verranno spazzate via con l'affermarsi dell'Arcadia. La nuova tendenza mirerà a restaurare una cultura fondata sul buon gusto e la semplicità: proprio quei valori che l'età barocca aveva cancellato.
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